Rhymers’ Club porta il proprio battito al Salone del Libro

Dalla Daunia a Torino

Rhymers’ Club porta il proprio battito al Salone del Libro

Ci sono strade che nascono nei paesi piccoli.

Tra pietre antiche, biblioteche di provincia, isole battute dal sale, scuole, periferie, piazze dimenticate, sentieri dove il paesaggio non è soltanto sfondo, ma carne viva della memoria.

E poi ci sono strade che, a un certo punto, chiedono di allungarsi.

Di uscire dal margine.
Di attraversare altri mondi.
Di misurarsi con il centro rumoroso delle narrazioni contemporanee.

Il 14 maggio 2026, il Rhymers’ Club porterà questo cammino al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Non come semplice presenza.

Ma come gesto.

Come dichiarazione.

Come prova che anche dalle geografie considerate periferiche possono nascere visioni culturali capaci di dialogare con i grandi spazi del presente.

Alle ore 16.30, presso lo Stand della Regione Puglia, presenteremo PICCOLE COSE FEST 2026, APULIA NATURAL SOUNDS 2026 e FARSI VERSO > 2026.

Tre traiettorie differenti.
Tre forme di attraversamento.
Tre modi di interrogare il rapporto tra parola, territorio, comunità e futuro.

PICCOLE COSE FEST continuerà a difendere la lentezza come atto politico, la profondità come resistenza, la provincia come luogo fertile di pensiero.

APULIA NATURAL SOUNDS proseguirà il suo dialogo tra natura, musica, sostenibilità e nuove tecnologie, esplorando il paesaggio non come cornice, ma come organismo sonoro e narrativo.

FARSI VERSO > continuerà invece il suo viaggio nella scrittura errante, nella geografia emotiva, nella restituzione poetica dei luoghi.

Tre progetti.

Un’unica radice.

Trasformare territori in esperienza culturale.

Ma questa giornata torinese avrà un battito ancora più profondo.

Perché prima della presentazione, alle ore 14.30, FARSI VERSO > attraverserà fisicamente il Salone.

Massimo cinque persone soltanto.

Massimo cinque sguardi.

Massimo cinque corpi chiamati a perdersi tra padiglioni, corridoi, copertine, voci, lingue, incontri.

Il Salone diventerà città.
Atlante.
Labirinto.
Mappa umana.

E noi lo percorreremo come pellegrini della parola.

Cammineremo per raccogliere il rumore.
Per ascoltare le frasi disperse.
Per trasformare l’eccesso in visione.

Alle 16.30, quei passi torneranno voce.

La restituzione pubblica finale non sarà soltanto conclusione di un laboratorio.
Sarà testimonianza.

Perché scrivere, oggi, significa ancora tentare di dare forma al caos.
Significa rendere leggibili i luoghi.
Significa opporsi all’attraversamento superficiale.

Dal Gargano a Torino, il Rhymers’ Club non esporta semplicemente eventi.

Porta un metodo.

Porta una filosofia.

Porta l’idea che la cultura non debba limitarsi a occupare spazi, ma debba trasformarli.

In un tempo che consuma rapidamente territori, identità e parole, noi continuiamo a scegliere la profondità.

Il passo umano.
La voce.
L’ascolto.
La scrittura.

Torino sarà dunque una nuova soglia.

Non un arrivo.

Ma un ulteriore passaggio.

Perché ogni luogo attraversato davvero diventa pagina.

E ogni pagina, se necessaria, torna strada.

Raffaele Niro