lingua di terra

(Nella raccolta) notiamo con interesse che i poeti citati e i poeti destinatari producono poesia delle specie più diverse: questo significa che la mente di quello che li chiama a testimoni della propria poesia è aperta all’intero panorama della bellezza: Niro desidera attingere dove la parola chiama, perché nella sua mente pullula, vistosa e viva, una comunità poetica. Che in questo caso vuole sottintendere anche comunità sociale.
[…]Niro non desidera scostarsi dalle cose del mondo, che sa di nutrire con la propria storia l’albero genealogico, rasserenato dalla coscienza di venire dopo e di venire prima di qualcuno (…) nel pieno srotolarsi della storia umana di generazione in generazione.
[…]ha fiducia nella realtà e nella parola che la manifesta, testimonia che la poesia italiana è di umore diverso rispetto agli anni nei quali Vittorio Sereni usava la metafora, simile alla sua, del Posto di vacanza, l’azzurra e ambigua terramare dove la lingua desolatamente non coincide con la cosa che nomina.
[…]quando Niro esplora il tema amoroso, la sua lingua scatena una fantasia gioiosa (la gioia propria dell’invenzione) pur nel dolore e offre all’amata le proprie parole come casa abitabile. Come a dirle in pubblico, sotto i nostri occhi: io sono questo, queste parole sono la mia storia e la casa che abito – e apro a te.

dal preambolo di M.G. Calandrone

Caro lettore, l’autore che hai amato, letto, odiato, vissuto, ha dalla sua una grande multisensorialità del fare Poesia. Sì fare è il termine esatto. Inteso come armonia materica e sostanziosa di chi sa strutturare il peso delle parole, la musica ed il succo che esse trattengono e non cedono così facilmente.
Il nostro autore contrappone sinestesie, pensieri dipinti di traverso, e la sua vita, tutta la vita che possiede la lega tra spazio bianco e spazio nero, là dove l’occhio si meraviglia.
Ci vuole del talento per riuscire a diventare adulti senza invecchiare (diceva una bellissima canzone), lasciandosi addosso lo stesso entusiasmo di quando le altezze non superano il metro e qualche sogno. Credere, fortemente credere che Poesia possa salvare, far indietreggiare i muri, distruggere tutta la pece del vivere ed il grigiore, scardinarlo in fine… questa è la direzione ed il verso di Raffaele Niro.

dalla postilla di Irene Ester Leo

La Vita Felice editore, 2013.

Raffaele Niro